La leggenda vuole che l’ ametista prenda il nome dalla ninfa Amethos di cui si innamorò Bacco. Un giorno mentre il dio era ubriaco, si mise a rincorrere la linfa. Quando Bacco raggiunse Amethos, questa disperata pregò e invocò la dea Diana a cui era votata. Una volta acciuffata, anzichè la ninfa Bacco si trovò tra le mani una manciata di cristalli splendenti, del colore del vino, all’ accaduto Bacco tornò immediatamente sobrio. Durante il Medio Evo l’ametista era più costosa del diamante ed era utilizzata dal clero e dalla nobiltà, ancora oggi è la pietra incastonata nell’anello episcopale dei Vescovi. Questa gemma bellissima, da sempre considerata “la pietra dell’anima”, affascina e cattura lo sguardo grazie alle vibrazioni intense del suo colore viola, l’ultimo dello spettro elettromagnetico della luce visibile per l’occhio umano. In cristalloterapia l'ametista si utilizza sul VI chak...
Sono Stefania e da anni amo e studio pietre e cristalli, scoprendone le qualità che possono influenzare la nostra sfera personale. Successivamente ho imparato a lavorare il filo di rame e d'argento e a creare i miei "piccoli gioielli", che possono permettere a ciascuno di portare con sè la propria pietra in ogni momento della giornata. Se avete in mente un gioiello particolare che sia solo vostro, mandatemi un messaggio!